Il gruppo musicale Métronhomme nasce nell’ estate 2003 con l’ idea di sviluppare un progetto insolito, non banale, aperto ad un ampio tipo di sonorità e sperimentazione. Ai tre fondatori: Tommaso Lambertucci (pianoforte), Andrea Lazzaro Ghezzi (batteria) e Marco Poloni (chitarra), si aggiungono presto Andrea Ferraccio (basso) e Paolo Scapellato (tromba, chitarra, tastiere) che completano la formazione.Il gruppo decide fin da subito di non scegliere una metodologia convenzionale di composizione musicale, ma di focalizzare il lavoro in una storia: non singole composizioni fini a sé stesse, ma un’ unica composizione articolata in più brani.Viene sviluppato così, dopo quasi due anni di preparazione, il primo lavoro dei Métronhomme: L’ ultimo canto di Orfeo, una libera interpretazione musical-multimediale del mito greco di Orfeo ed Euridice.La scelta di questo mito si spiega per vari motivi: è una storia conosciuta, e ciò solleva il gruppo dall’ obbligo didascalico: non vengono narrati puntualmente gli episodi del racconto, ma quegli elementi che hanno colpito i compositori, come una sorta di “impressionismo musicale”. Inoltre, la fabula racconta di un viaggio nell’ animo umano che conduce a ciò che più di ogni altra cosa è temuta: la morte, ed allo stesso tempo a ciò che è più desiderato: la vittoria sulla morte. Per questo è una storia che manifesta ogni impulso, ogni passione che l’ uomo può sperimentare: felicità e dolore, speranza e disperazione, determinazione e dubbio, amore e solitudine. Infine, la scelta è ricaduta su questo mito per il protagonista, Orfeo, figura mitologica che dà lustro alla musica, il primo prototipo dell’ artista. Durante la rappresentazione dal vivo dello spettacolo, il gruppo si avvale, oltre che della sola musica, di un piccolo corpo di ballo, di voci narranti fuori campo che accompagnano lo svolgersi dei quadri musicali come un piccolo vademecum per lo spettatore e della proiezione di alcuni videoclip sincronizzati con il racconto sonoro.E’ attuale, invece, la costituzione del gruppo nell’ Associazione Culturale Métronhomme, che raccoglie non solo i componenti della band, ma anche i più stretti collaboratori che hanno aiutato il quintetto nella realizzazione dello spettacolo. Durante tutto il lavoro di allestimento dello spettacolo, ci si è infatti resi conto di come fosse fondamentale la collaborazione con altre persone che aiutassero i musicisti nella realizzazione pratica del loro progetto. Da qui, l’ idea di costituire un‘associazione dove convogliare le danzatrici, gli attori che hanno prestato la loro voce, i realizzatori dei videoclip e quelle persone che col loro supporto hanno aiutato la realizzazione pratica de L’ Ultimo canto di Orfeo.Il 23 gennaio 2005, il Teatro Comunale di Treia ha accolto la prima esecuzione dello spettacolo con grande calore e forte entusiasmo critico, tanto da indurre l’ Assessorato maceratese ad ospitare i Métronhomme ed il loro spettacolo, domenica 8 maggio al Teatro Lauro Rossi dove il gruppo ha realizzato un DVD promozionale. L’ultima data si è tenuta al Teatro Sperimentale di Ancona in collaborazione con I.O.M. Giovani.Per la prossima estate sono nell’ aria due repliche ad Osimo e Falconara; la partecipazione estiva al famoso festival teatrale di tragedia greca di Urbisaglia presso i magnifici Anfiteatro e Teatro Romani, ed una serie di spettacoli in Valle d’Aosta.
I Métronhomme sono:Andrea Ferraccio, Andrea Lazzaro Ghezzi, Tommaso Lambertucci, Marco Poloni e Paolo Scapellato.Collaboratori per la realizzazione de L’Ultimo Canto di Orfeo:Coreografie: Eleonora Khajeh;Corpo di ballo: Eleonora Khajeh, Roberta Cotoloni, Letizia Ruggeri ,Silvia Simonetti;Videoproiezioni a cura di: Giorgia Tranquilli, Tommaso Lambertucci, Marco Poloni;Voci narranti: Antonio Mingarelli,David Quintili, Giorgia Isidori, Sauro Savelli;Tecnico del suono: Massimo MeleTecnico delle luci: Andrea GentiliTecnico video: Giorgia Tranquilli.
METRONHOMMEPRESENTANOL’ultimo canto di OrfeoOpera musicale in atto unicoL’ideaLo spettacolo nasce dall’esigenza di ognuno di noi di impegnarsi in un lavoro musicale più vicino al nostro modo di intendere la musica: per noi fare musica significa innanzitutto esprimere ciò che abbiamo dentro, ciò che, attraverso confronti e discussioni, riusciamo a trasmetterci reciprocamente. Per avere questa libertà espressiva abbiamo deciso di musicare una storia che potesse dare la possibilità di raccontare emozioni, sentimenti, paesaggi ambientali e paesaggi dell’anima, pensieri, ricordi, percezioni.La scelta è ricaduta sul mito di Orfeo ed Euridice per vari motivi: innanzitutto è una storia conosciuta e ciò ci solleva dall’ obbligo “didascalico”; non raccontiamo gli episodi del racconto, ma quegli elementi che ci hanno colpito, come una sorta di “impressionismo musicale”. Inoltre la fabula racconta di un viaggio: è un viaggio che conduce a ciò che più di ogni altra cosa è temuto dall’animo umano (la morte) e allo stesso tempo a ciò che più è desiderato (la vittoria sulla morte, sul nulla); è un viaggio nel regno dell’ineluttabilità, dell’eterno, dell’inconoscibile. Proprio per questo è una storia che manifesta ogni impulso, ogni passione che l’uomo può sperimentare: la felicità e il dolore, la speranza e la disperazione, la determinazione e il dubbio più atroce, l’amore e la solitudine, la paura e la dolcezza. Infine, abbiamo scelto di raccontare questa vicenda perché il protagonista, Orfeo, è una figura mitologica che dà lustro alla musica, il primo prototipo dell’artista.La realizzazioneLo spettacolo è imperniato principalmente sulla struttura di base che è rappresentata dalla musica dal vivo, luci, video e una leggera scenografia. Il format completo prevede l’intervento di quattro danzatrici che hanno lo scopo di amplificare l’effetto scenico, attraverso movimenti di teatro-danza inseriti in punti precisi dello spettacolo; inoltre la scenografia può essere più o meno ricca in base alle dimensioni del palcoscenico. Una voce recitante registrata guida lo spettatore lungo l’evolversi della narrazione, attraverso la lettura di brevi passi letterari tratti da scritti di Ovidio, Virgilio, Pavese, Saffo.Questa struttura permette allo spettatore di mantenere l’attenzione focalizzata sulle impressioni suscitate dalla musica; le luci, i video, le letture e i movimenti sul palco non sono distrazioni, ma elementi complementari al linguaggio musicale.La strutturaAbbiamo scelto le situazioni più significative del mito e le abbiamo musicate; la sequenza dei quadri è la seguente:1) Presentazione di Orfeo2) Fuga e morte di Euridice3) Il dolore di Orfeo e la risoluzione di intraprendere il viaggio verso l’Ade4) L’inizio del viaggio (paesaggi ambientali)5) Il traghetto di Caronte6) Cerbero e le anime dei defunti7) L’incontro con Plutone e il patto8) Euridice9) La risalita e la perdita di Euridice (Anabasi)10) Il lutto di Orfeo11) Le Menadi e la morte di Orfeo12) EpilogoCriteri compositiviIl lavoro di composizione è durato quasi due anni; la fatica è stata garantita dai severi criteri compositivi che ci siamo dati all’inizio. Innanzitutto ogni quadro andava studiato e “ascoltato”; poi si mettevano in comune le sensazioni e le idee e si cominciava a lavorare sul materiale emerso. Molta attenzione si è prestata all’utilizzo di particolari accordi, tempi e strumenti. Si è deciso poi di accompagnare il viaggio di Orfeo con un parallelo viaggio musicale che, partendo dalle vicende terrene e umane, si dirigesse verso il regno dei morti per poi ritornare in superficie. Ci è piaciuto accostare la figura di Orfeo, considerata come “apollinea”, che rappresenta l’uomo, la vita, le passioni, al suono del pianoforte e associare invece il contesto dell’Ade, più “dionisiaco”, alle sonorità della musica elettronica. Il risultato finale è un viaggio da uno stile più acustico/melodico ad uno più elettronico/dissonante.Il dvdIl DVD contiene la realizzazione integrale del nostro spettacolo registrata in data 8 maggio al Teatro Lauro Rossi di Macerata.L’audio è stato ripreso in diretta con un microfono posto al centro della platea.Il CDIl CD audio contiene la registrazione di tutti i brani componenti lo spettacolo. E’ stato registrato e mixato nel periodo tra luglio ed ottobre 2005 presso lo studio di registrazione dei Métronhomme.Notizie TecnichePer la simultanea presenza di nove persone sul palcoscenico oltre alla strumentazione tecnica, si richiede, per la migliore riuscita dell’ esibizione, un palcoscenico di almeno 8/10 metri di larghezza e 6/8 metri di profondità.L’allestimento completo dello spettacolo necessita di 20 ore lavorative, si richiede pertanto l’ affidamento del teatro per 2 giorni contigui, e la presenza di un elettricista e di un assistente di palco.Si richiede, se disponibile in teatro, un tappeto di linoleum per le danzatrici ed un telo per le videoproiezioni (PVC meglio se da retroproiezione).Qualora ci fosse la disponibilità in teatro di un pianoforte a coda, se ne richiede l’ utilizzo.Attualmente lo spettacolo è venduto ad un prezzo promozionale per ottenere una maggiore diffusione possibile.ContattiAndrea Lazzaro GhezziVia Don Bosco, 4762100 MacerataE-mail: metronhomme@libero.itTel. 334/1686921 o 347/6601455I Métronhomme sono:- Andrea Ferraccio: basso, programmazioni, didjeridoo- Tommaso Lambertucci: pianoforte, flauto, programmazioni- Andrea Lazzaro Ghezzi: batteria, percussioni,programmazioni- Marco Poloni: chitarre, synth- Paolo Scapellato: tastiere, tromba, chitarra acustica, flauto traverso